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Enrico DiNicolantonio  è stato ispirato dalle opere di Mimmo Rotella. Nel 2008 iniziava a Miami (Design District) lavorando per delle Galleria d’Arte Italiane. Il riscontro positivo dalla vendita delle opere d’Arte (Collage del Cinema) gli ha permesso di continuare la ricerca e migliorarla con idee innovative di design.

Maggiori informazioni: www.enrik-art.com

 

 

 

  • Strategia finalizzata alla notorietà del marchio o del sito: questa è la forma di utilizzo del web che meno sfrutta le opportunità offerte da Internet. Generalmente una campagna di questo tipo consiste nell’inserimento di banner in siti caratterizzati da un alto volume di traffico e con una targettizzazione non obbligatoriamente determinata. L’obiettivo di queste campagne è quello di diffondere il brand o far conoscere un prodotto senza avere la finalità principale di indurre il navigatore nel ciccare sul banner e visitare il sito. L’esposizione del banner aumenta, quindi, la notorietà del marchio pubblicizzato, come avviene per uno spot televisivo o una pagina pubblicitaria su una rivista. In questo caso, il web viene utilizzato con logiche di comunicazione proprie dei media tradizionali: variabili strategiche sono la numerosità del pubblico raggiunto almeno una volta dal messaggio (reach) e il numero medio di esposizioni realizzate per individuo (frequency).

 

  • Strategia finalizzata alla generazione di visite: in questo caso la campagna è concepita per generare traffico su un particolare sito web target. La valutazione dell’efficacia della campagna deve essere effettuata valutando e misurando il numero di visite al sito web pubblicizzato generate dallo stesso annuncio e il numero del click-through, cioè il numero delle volte in cui il banner dell’inserzionista è stato cliccato. La valutazione dell’efficacia di questo metodo deve essere corretta considerando che un navigatore che ha cliccato sul banner può decidere di interrompere il trasferimento dei file che compongono la pagina web associata (target ad), perché per esempio si rende conto di aver commesso un errore o perché la pagina è troppo lenta nel visualizzarsi, e via dicendo: in tutti questi casi l’advertising server registra un click-through, pur non verificandosi alcuna visita reale al sito pubblicizzato.

 

  • Strategia finalizzata al rapporto personale: vengono classificate in questa categoria tutte le iniziative che hanno lo scopo di creare un rapporto di one to one marketing tra l’azienda e il cliente. Tra queste si devono considerare tutti i servizi personalizzati di informazioni, alert e gestioni personalizzate con profilazione dell’utente. Questi servizi possono essere forniti al cliente solo dopo registrazione in un sistema di membership costruendo in tal modo una banca dati di informazioni sul loro conto, e come contropartita forniscono loro l’accesso ad una serie di sevizi esclusivi. La variabile strategica maggiormente utilizzata per valutare questo tipo di campagna è il numero di visite ripetute, che misura la capacità di un sito di creare un rapporto continuativo con il cliente facendo in modo che egli torni ripetutamente a visitarlo e il numero dei clienti registrati al servizio.

 

  • Strategia finalizzata alle vendite: questa strategia risulta ottima per tutti i siti web che offrono servizi a pagamento per i clienti sia on line che off line. Non è detto, infatti, che l’obiettivo di aumentare le vendite debba essere conseguito tramite l’e-commerce ma sicuramente l’e-commerce deve essere sinergico con la massimizzazione delle vendite off-line. Le variabili strategiche per la valutazione dell’efficacia delle campagne sono il fatturato, il numero di prodotti venduti, il numero di nuovi clienti acquisiti.

 

  • Strategia finalizzata alla diffusione di comunità virtuali: l’obiettivo della strategia è invece quello di creare una comunità virtuale che direttamente o indirettamente possa far riferimento all’immagine o al prodotto dell’azienda. Le comunità virtuali sono comunità di persone che, per motivi professionali, per passioni individuali o per puro divertimento, condividono l’interesse per un determinato argomento, e utilizzano Internet per scambiarsi opinioni, esperienze, scoperte personali, consigli . Nasce così un nuovo modo di considerare il rapporto tra azienda e cliente: questi non è più un soggetto passivo a cui inculcare una determinata convinzione tramite la pubblicità, ma diventa parte attiva, fino ad essere addirittura partner dell’impresa nel processo di progettazione e sviluppo del prodotto. “La misurazione dell’efficacia di iniziative strategiche di questo tipo può essere fatta attraverso la valutazione della numerosità della comunità virtuale legata all’azienda, o considerando la portata qualitativa degli interventi che vengono realizzati; un giudizio completo, comunque, non può che derivare da un’analisi ex post che valuti in modo globale costi e benefici dell’iniziativa”.

 

Nel contesto del nuovo marketing, alcuni marketer e teorici dell’argomento hanno sintetizzato i recenti cambiamenti nell’ambito del consumo, formulando quelle che sono state chiamate le nuove Quattro “P” del marketing che si vanno a contrapporre alle Kotleriane “quattro P” del marketing tradizionale (product, price, place e promotion).

  • People (Persone). Questo termine mette in risalto la rilevanza che oggi ha acquisito la persona all’interno del marketing,. Il concetto di People, nel nuovo marketing, soppianta quello di individuo, di un soggetto, cioè, che è più una cifra statistica che un essere umano con un suo cuore che batte ed un suo particolarissimo modo di pensare. Si noti che il termine people, nella lingua inglese, significa “gente” e, come in italiano, esiste solo al plurale. Il primo significato che il Dizionario della Lingua Italiana di Giacomo De Voto e Gian Carlo Oli dà del termine gente è:

“1. Insieme di persone comprese in una generica valutazione quantitativa o qualitativa espressa o sottintesa[…] estens. Le persone comuni, di cui si fa parte o alle quali si mostra di essere legati.”

È l’estensione del significato quella su cui ci si deve soffermare per comprendere cosa, in questo contesto, si intende per People.
Al nuovo marketing, non importa tanto il singolo soggetto che corrisponde a delle specifiche caratteristiche socio-demografiche, bensì la persona, o meglio, le persone che hanno delle caratteristiche specifiche e molto soggettive.

Le qualità, gli atteggiamenti e i pensieri di queste singole persone, nel momento in si trovano insieme ad altri, vengono messe in comune in una maniera tale che essi arrivano a costituire un sistema che risulta essere più della somma delle sue singole parti; ed è questa la situazione più interessante per comprendere il consumo contemporaneo. Al nuovo marketing interessano le persone nel loro profondo sentire, da sole ma soprattutto insieme.
Ciò deriva dalla consapevolezza che il mondo del consumo è un mondo che può essere definito della “non equivalenza”, in quanto nessun singolo soggetto e nessun singolo atto di acquisto sono uguali ad un altro, bensì essi sono legati a molteplici variabili, prima fra tutte, la relazione con altre persone ed altri oggetti.

  • Places (Posti). Questo è l’unico termine (apparentemente) rimasto invariato rispetto alle “quattro P” tradizionali. Ma, i realtà, quello che si intende per place nel nuovo marketing, è un significato molto diverso. Il place kotleriano concerne con la distribuzione e il posizionamento del prodotto nel punto vendita e riguarda quelle strategie di marketing finalizzate a “spingere” il prodotto verso il cliente.

Nel nuovo marketing, invece, il place è il “luogo”, portatore di immaginario collettivo, di cultura, di tradizioni locali e al tempo stesso di tendenze globali.
“Luogo”, qui, non significa “locale contro globale”, bensì:

“uno straordinario momento di vita in cui si è presenti, in cui si può esprimere un’unicità che può diventare universale, come avviene per tutte le culture che hanno la forza di essere esportate e di proporsi con interesse a chi è diverso**”

I places non sono solo dei luoghi nei quali si consuma, ma sono anche e soprattutto degli spazi di condivisione, di convivialità e del “sentire insieme” dei consumatori. Sono i luoghi in cui si vive la dimensione relazionale e gli spazi in cui sperimentare nuove affinità. Essi non escludono il prodotto e la vendita (altrimenti non si tratterebbe di marketing), anzi, il bene di consumo può fungere da grande attrattore, però non da solo e non solo in relazione al prezzo, ma collegato all’esperienza che il consumatore si aspetta di compiere nel punto vendita. Il place è il negozio inteso come nuova “piazza”, un luogo in cui si vende, ma anche uno spazio di stimolazione continua in cui il tempo viene valorizzato grazie a molteplici esperienze di vita.

  • Plans (pensieri). Questo termine si riferisce alle strategie del nuovo marketing finalizzate alla perlustrazione di quelli che sono i pensieri (o meglio, gli stili di pensiero) della gente. È necessario che gli operatori di marketing si allontanino un po’ più spesso dalle loro scrivanie e dalle cifre e generalizzazioni delle indagini di mercato, per andare in strada, in quei luoghi di cui abbiamo appena parlato, a cercare di carpire quali siano i pensieri veri e profondi dei consumatori, quale sia il loro sentire. È necessario, inoltre, che essi studino l’immaginario collettivo di cui quei luoghi del consumo sono imbevuti, al fine di acquistare delle valide chiavi di lettura per interpretare, il più correttamente possibile, ciò che sta nella mente delle persone.

 

  • Projects (progetti). Una volta individuate le persone e carpitone gli stili di pensiero, il nuovo marketing si industria per costruire con loro dei progetti condivisi. Questi progetti vengono generalmente attuati grazie all’instaurazione di una relazione profonda coi i consumatori, al fine non soltanto di ideare dei prodotti che si avvicinino maggiormente ai loro desideri, ma soprattutto di costruire in maniera condivisa tutta una serie di esperienze di vita in cui il consumo occupa solo una minima parte. Nei casi più riusciti, come ad esempio nelle politiche di nuovo marketing attuate da Nike (edge marketing***) e da Diesel****, i progetti costruiti da queste aziende hanno positivamente contribuito a far penetrare una buona immagine di marchio all’interno di nicchie ristrette di giovani comunità di consumatori, difficilmente raggiungibili attraverso i media tradizionali.

* Kotler, P., Il marketing dalla A alla Z, Il Sole 24 Ore, Milano, 2003.
** Morace, F., “Occasioni di vita e nuovi paesaggi distributivi”, in Ambiente Cucina, Gennaio 2002.
*** Nike, grazie anche alla collaborazione dei cosiddetti remixer e originators, ha dato vita a molti progetti finalizzati a creare esperienze condivise con piccole nicchie di potenziali suoi clienti. Ad esempio, con il progetto Skyplayers, Nike ha ideato un esperienza sportive molto innovativa: dei tornei di calcio sui tetti.
****Si consideri, ad esempio il progetto DieselWall, con il quale Diesel ha istituito in concorso per artisti emergenti che, come premio, prevede la possibilità di avere esposta la propria opera d’arte sulla parete di un grande muro sia a Milano che a Berlino. Per approfondimento si veda: www.dieselwall.com.

“La prima cosa da fare, se non si era gia’ provveduto al momento della richiesta di attribuzione del numero di partita Iva, e’ attivare il codice di attivita’ 52.61.0 che si riferisce al commercio per corrispondenza, al quale e’ assimilato il commercio elettronico. Per farlo si deve presentare richiesta all’ufficio Iva.

Si deve poi presentare al Comune la comunicazione/dichiarazione nella quale si deve indicare il settore merceologico di appartenenza prescelto (art.18, comma 4, del decreto legislativo 114/98 ) e si deve attestare che si possiedono i requisiti necessari per intraprendere un’attività commerciale (art.5 del decreto legislativo 114/98 ). Prima di iniziare l’attività di commercio attraverso il proprio sito, si devono lasciar trascorrere almeno trenta giorni da quello in cui la richiesta di autorizzazione è stata presentata al Comune.

 

Si deve poi presentare la denuncia di inizio attività alla Camera di Commercio, utilizzando il modello S5, nel quale devono essere indicati i dati della società.

Se la società è già iscritta alla Camera di Commercio e risulta inattiva, si deve dare la denuncia di inizio attività compilando il modulo S5 nelle sezioni A 2 e B16. SE invece la società era già attiva, allora comunica l’estensione dell’attività nella sezione BC del modulo S5.

Se la vendita è contemporaneamente all’ingrosso e al dettaglio, la legge impone di suddividere le due modalità di vendita, che quindi devono essere presentate in modo ben distinto all’interno del sito.

 

I contratti di vendita proposti dal sito dovranno essere studiati in modo da contemplare le disposizioni più favorevoli per i consumatori, così come prevede il decreto legislativo 50/92 in materia di contratti negoziati fuori dai locali commerciali.

Obbligatorio rispettare la clausola che prevede il diritto di recesso da parte del cliente.

Deve essere presa in considerazione anche la normativa sulla privacy (Legge 675/96).

I consumatori ne devono essere informati e deve essere loro sottoposta la richiesta per l’autorizzazione ed il consenso al trattamento dei dati personali.

I prodotti devono essere inviati all’acquirente solo dopo aver ottenuto esplicita richiesta.

Vanno anche prese in considerazione le disposizioni (decreto legislativo 185/99 che tutela i consumatori che acquistano beni e servizi con “contratti a distanza”.

L’attività di vendita on line è considerata “business to consumer”, cioè azienda verso consumatore, quindi scattano le disposizioni che disciplinano le cessioni di beni a privati, effettuate in ambito comunitario, tramite cataloghi, corrispondenza, e simili, contenute nell’art. 41, comma 1, lettera b), del decreto legge 331/93.

La cessione di beni materiali via Internet, essendo assimilata alla vendite per corrispondenza, comporta l’applicazione dell’art. 2, comma 1, lettera 00), del D.p.r. 696/96, che esonera queste cessioni dall’obbligo di certificazione fiscale (scontrino e ricevuta), nonché di emissione della fattura, se non richiesta dal cliente. E’ allo studio l’ipotesi di esonero totale degli obblighi di fatturazione per le cessioni via Internet, effettuate nei confronti di consumatori finali, a condizione che le transazioni avvengano tramite intermediari abilitati.

 

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 107 del 4 luglio 2001 ha stabilito che le fatture possono essere inviate via fax e possono essere ricevute tramite pc, fermo restando che sia il soggetto che la emette sia il soggetto che la riceve hanno l’obbligo di conservarle su supporto cartaceo e di registrarle. La normativa vigente prevede che ciascuna operazione imponibile sia soggetta all’obbligo di fatturazione.

Tale obbligo comprende anche l’emissione del documento in duplice copia con relativa consegna o spedizione da parte del soggetto emittente.

Il fax e il pc possono essere utilizzati tranquillamente, anche se, non essendo prevista nel nostro ordinamento la possibilità di registrare le fatture su mezzi diversi da quelli cartacei, all’atto dell’emissione e della ricezione, il cedente e il cessionario dovranno procedere alla stampa del documento.

Dopo di che dovranno preoccuparsi di effettuare gli adempimenti di rito seguendo la procedura tradizionale. La fattura inviata in e-mail è ammessa dalla circolare 132/97 del Ministero delle Finanze. E’ presente anche una proposta di direttiva UE per estendere a tutti i paesi comunitari la possibilità di inviare e ricevere fatture via e-mail.”

Quali sono i requisiti per vendere abbigliamento on line?

In realtà sono gli stessi di un punto vendita tradizionale al dettaglio , requisiti che qualsiasi commerciante nel settore abbigliamento  conosce bene.

La teoria si basa sempre sui 4 P :

  • Product (Prodotto)
  • Price (Prezzo)
  • Placement (Distribuzione)
  • Promotion (Promozione)


Il negozio dovrà avere un’ottima visibilità, avere prodotti eccellenti dal punto di vista qualità/prezzo, avere cura meticolosa delle vetrine (posizione) , avere dei venditori sul punto vendita gentili e capaci di instaurare il giusto feedback con il cliente (mercato).

Sicuramente pensate che è facile? No invece e per diversi motivi, ma il principale è da attribuirsi alla inesperienza.

Facciamo un esempio, se vi dicessero che a “Zurigo” avete ottime possibilità di fare business nel settore abbigliamento prima di aprire il vostro punto vendita, da bravi imprenditori, cerchereste di comprendere il territorio, i gusti, la concorenza , il posizionamento dei prezzi , le modalità di vendita dei svizzeri e così via.

Sarebbe da squilibrati prendere l’aereo, aprire un negozio e aspettare che qualche svizzero ci capiti dentro. Ebbene l’avventura di molti su internet è stata proprio questa e non perché fossero squilibrati ma perché qualcuno gli ha fatto credere che era sufficiente aprire un e-shop e aspettare che la gente acquistasse.

Ci dispiace deludervi ma non è così. Se volete vendere abbigliamento su internet trovate qui adesso  alcuni consigli importanti e utili  prima di aprire il vostro e-shop.

1. Consiglio:  Non fate nessun investimento senza avere in mente una strategia di marketing

Gli errori che si commettono all’inizio sul web sono inevitabili e anche auspicabili se non vi costano grandi quantità di denaro. Più errori si commettono e più esperienza si fa. Vi consigliamo di inziare con un progetto Web Comunicativa con un Catalogo Virtuale dove presentate i Vostri Marchi e Prodotti e il navigatore può richiederVi maggiore informaizone sulla disponibilità e prezzo. Questo Vi permette di iniziare a conoscere il consumatore “WEB” e capire le sue tendenze e richieste. Fatto questa esperienza costruite con un Vostro Partner il primo Shop Online mirato. A quel punto avrete accumulato l’esperienza per fare un piano e decidere la strategia adeguata per fare business su internet.

2. Consiglio:  comunicare al consumatore / cliente Web i vantaggi  di acquistare i vostri prodotti.

Chi acquista on line probabilmente non vi conosce ed è colui che cerca per modello, Stagione, Saldi , Marchio o Prezzo, quella abito.

Chiedetevi perchè dovrebbe acquistare da me l’articoli di abbigliamento? Saper comunicare il vantaggio di un acquisto è l’abilità che conta di più sul web se non l’avete lasciate perdere e dedicatevi al vostro punto vendita.

3. Consiglio: curate la vostra vetrina Online come il Vostro Negozio reale

Tutti coloro che hanno il punto vendita su strada sanno che un elemento determinante per vendere è la vetrina. Il modo in cui espongono e aggiornano i loro capi di abbigliamento è il frutto di un continuo feedback con il cliente.

Questo va fatto anche sul Web. Se la vetrina del vostro e-shop non è curata e aggiornata con frequenza perderete continuamente visitatori che sarà difficile riconquistare per la seconda volta.

4. Consiglio: trovate delle soluzioni per far rimanere e tornare il vostro visitatore

Newsletter, Punti di Fidelity, Vantaggi se mi presenti un’amico, Sconti, Regali di compleanno e  offerte speciali questi sono aspetti e soluzioni per legare un primo rapporto con il potenziale cliente. Sul Web  questi aspetto ha una valenza maggiore perché non essendoci il rapporto umano ogni formula da voi adottata per vendere, se gradita,  alleggerirà questa mancanza. Ogni visitatore è un potenziale acquirente.

5. Consiglio: pubblicate e descrivete i vostri capi di abbigliamento

Avete mai visto  pubblicare le grandi Griffe di Moda delle immagini scadenti delle sue creazioni? Chi il cliente è influenzato anche dal modo in cui si presenta i capi, come si descrive il capo.

6. Consiglio: fate conoscere il vostro e-shop su internet e non solo.

Il  Vostro negozio online va pubblicizzato nei canali giusti (Adwords)  e fatto conoscere nelle rete Internet e nella media-massa  (Giornali, Blog, Riviste Online…) . Questo è un passo necessario e indispensabile per fare aumentare la visibilità e popolarità del Vostro Negozio Online. Non pensate che senza questo investimento lo Shop “Vende” subito.

7. Consiglio: Come nel Negozio su Strada anche il Vostro Negozio Virtuale ha bisogno d’investimenti

Il vantaggio di sito di e-commerce è che costa molto meno di un punto vendita tradizionale. Un sito di e-commerce non ha necessità di personale alla vendita , affitto del locale , attrezzature per esposizione , assicurazioni, utenze e tasse varie che gravano su qualsiasi negozio di abbigliamento.

Dove stanno i costi per la gestione dello “Shop Online” .

I costi si dividono in tre parti:

  • A.) Sviluppo del Progetto e Realizzazione Software,
  • B.) Manutenzione e gestione del Catalogo prodotti
  • C.) Investimenti di Marketing per la promozione dello Shop Online.

Se desiderate avere maggiori informazioni, contattateci.

Pure Sermoneta, il negozio di abbigliamento per bambini più esclusivo di Roma, apre il suo Shop Online. Ovunque tu sia nel mondo, ora hai l’opportunità di acquistare online per i tuoi bambini i capi firmati dei più famosi stilisti come Gucci, Fendi, I Pinco Pallino, Missoni, Moncler, Simonetta, Pinko, Twin Set e tanti altri. Pure è sempre un passo avanti agli altri e se sei in cerca delle nuove tendenze questo il posto giusto dove cercare. Un esempio?

Le t-shirt di Happiness is a 10 $ tee vanno a ruba nel negozio di Via Frattina, 111. Grazie allo Shop Online potresti essere la prima ad avere nel tuo armadio e in quello della tua bambina una t-shirt dell’ultima collezione.

Vai su www.puresermoneta.com e registrati anche tu. Il lusso ora è a portata di click.

Gestione Progetti Mappa Mentale MindNode per MAC

MindNode

Una mappa mentale è una forma di rappresentazione grafica del pensiero teorizzata dal cognitivista inglese Tony Buzan, a partire da alcune riflessioni sulle tecniche per prendere appunti.

Le mappe mentali sono relativamente nuove e sono state per qualche tempo relegate al campo dei “creativi”. Oggi esistono strumenti semplici, software, tablet, smartphone, che permettono anche a chi non ha dimestichezza con il disegno di produrre e condividere mappe di buona qualità.

Le mappe mentali (mind maps) non vanno confuse con altri tipi di mappe come le mappe concettuali dalle quali si differenziano sia per la strutturazione, sia per il modello realizzativo, sia per gli ambiti di utilizzo.

Programma per MAC MindNode  che permette di creare visivamente il progetto.

Mind Node FreeDownload Software per MAC

 

Vuoi gestire dei contenuti aziendali con un open source

ECM open source per l’Enterprise sociale

Alfresco è il sistema di gestione dei contenuti aziendali open source leader costruito dal team con maggiore esperienza nell’industria, disegnato da Documentum®, Vignette® e Interwoven®. I nostri anni di lunga esperienza in ECM ci hanno condotto a credere che le tradizionali tecnologie proprietarie sono afflitte da costi elevati, grande complessità e mancanza di controllo da parte del cliente. Volevamo fare le cose in modo diverso.

Costi bassi, semplicità & scelta

Alfresco offre una piattaforma di gestione dei contenuti che si concentra su:

  • Costi bassi — Un abbonamento annuale open source a bassi costi con un investimento iniziale minimo
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  • Scelta — Abbassare il costo totale di proprietà (TCO) riutilizzando l’hardware, il software e skill esistenti. Supporto per standard open source ed aperti significa nessun blocco delle piattaforme proprietarie o dei formati di file.

 

Una piattaforma aperta per un mondo sociale

Alfresco ha ampiamente sconvolto il mondo dell’ECM proprietario con un’alternativa a basso prezzo ed open source. Ma la crescita del software sociale nell’azienda ha creato una nuova serie di casi d’uso per la gestione dei contenuti, un nuovo paradigma più collaborativo che noi, e l’industria, chiamiamo Gestione del contenuto sociale. Il supporto di Alfresco degli standard open source ed aperti ( come CMIS e JSR 168) fa di Alfresco la piattaforma perfetta per gestire i contenuti di questo mondo sociale. Guardate il video (in inglese) per saperne di più

Alfredo ECMDownload Alfredo ECM

MAC vuoi esportare la Rubrica per le Newsletter?

Se cercate un software free per Vostro MAC che permette di esportare la Rubrica perche desiderate di creare una Newsletter, allora consigliamo:

Apple non include questa funzionalità nella sua applicazione. Address Exporter è una piccolo programma che fa SOLO una cosa: vi permetterà di esportare i Indirizzi di Mac OS X  come delimitato da tabulazioni file di testo.Consigliabile per chi vuole fare: mailing list, webmail, newsletter etc..

File Host per MAC

Spesso quando si costruisce siti e si registrano domini, non abbiamo subito a disposizione il dominio perché magari la tabella dei dns non si è ancora aggiornata e noi abbiamo lo stesso la necessità di accedere al futuro sito. Questo è possibile modificando il file Host della macchina con la quale stiamo lavorando.

Il file host è un file che permette al browser (e a tutto ciò che utilizza la rete) di ridirigere un eventuale nome a dominio (www.qualcosa.it) ad un determinato indirizzo ip. Questo in parole povere ci permette di bypassare il sistema dei DNS e gestirlo come ci pare a noi. Volendo potremo reindirizzare qualunque nome a dominio a qualunque indirizzo IP.

Poniamo ad esempio che il nostro sito si chiami www.esempio_pippo.com e lo abbiamo appena registrato presso un servizio di hosting. Purtroppo avremo il nostro dominio solo dopo 24 ore. Però sappiamo qual’è l’indirizzo ip del server.

A questo punto apriamo il file host e al suo interno accoppiamo l’indirizzo ip al nome a dominio:

90.123.223.XXX   www.esempio_pippo.com

Per modificare il file host su mac os x dovete seguire questi passi:

  1. Clicca su Finder
  2. Clicca su Applicazioni
  3. Entra nella cartella Utility
  4. Clicca due volte su Terminale
  5. Copia e Incolla la seguente stringa nel terminale:  sudo /Applications/TextEdit.app/Contents/MacOS/TextEdit /etc/hosts
  6. A questo punto inserisci la password di sistema e premete invio
  7. Inserire la seguente riga:
  8. 90.23.223.XX   www.esempio_pippo.com
  9. Il file Hosts verrà aperto in textEdit dove potrai editarlo e successivamente salvarlo

Ricordati solo di riaprire il file host e di rimodificarlo per evitare che quelle impostazioni rimangano sul sistema.